Faccio una piccola premessa: ammetto che di per sé l’argomento non mi appassiona più di tanto soprattutto perché sono più che convinto, letta la riforma a grandi linee, che per me cittadino non cambierà assolutamente nulla!
Detto questo, però, in generale non capisco perché sottolineare che questa sarà la “Riforma della Separazione delle Carriere” quando di fatto, nelle norme in essere, questa cosa è già così. Ma va bene, volete ribadirlo meglio? Fatelo pure ma perché scomodare la Costituzione? Perché dobbiamo triplicare i costi del CSM introducendo di fatto altri due organi identici? Ma soprattutto non capisco come si possa pensare di migliorare gli organi giudicanti “tirando a sorte” i futuri componenti. Allora se il principio è questo, voglio che vengano tirati a sorte anche tutti i Parlamentari. Magari potrebbe essere la volta buona!
La verità è che dopo Mani Pulite e sull’onda di un repulisti generalizzato, si è creato oggettivamente uno squilibrio Istituzionale che ha spostato i “pesi” Costituzionali più a favore della Magistratura. Nella nostra imperfezione (Proporzionale compreso!), eravamo perfetti ma abbiamo voluto fare meglio invece che limitarci a fare bene! La futura Giustizia non sarà più efficiente, veloce, giusta… sarà solo più costosa e forse anche più “assoggettabile” spostando i pesi dall’altro lato!
Se deciderò di andare a votare, comunque voterò NO così come non sostenni la Riforma Costituzionale del 1993. Sempre se deciderò di andare a votare…

L’approvazione della Legge sull’autonomia differenziata è un grave attacco all’impianto costituzionale del nostro Paese. Nel proporre differenti livelli di autonomia tra le Regioni a statuto ordinario, divide l’Italia e danneggia sia il sud che il nord, impoverisce il lavoro, compromette le politiche ambientali, colpisce l’istruzione e la sanità pubblica, smantella il welfare universalistico, penalizza i comuni e le aree interne, aumenta la burocrazia e complica la vita alle imprese, frena lo sviluppo. Per tali ragioni l’abrogazione della legge si rende necessaria ed è a difesa dell’unità del Paese.
